giovedì 24 agosto 2017

19 agosto 2017 Concerto all’alba: Un elogio alla vita







Le cose più belle provengono dall'amore…
poiché l’amore è qualcosa che non si ferma o si sviluppa staticamente 
ma si rinnova e si evolve. - Jean Philippe RIOPY






Incuriosita dall'idea di un pregiato pianoforte in mezzo ad una riserva naturale come Torre Guaceto, intrigata dal contrasto tra la nobile musica classica di un compositore francese e l’immagine di spettatori distesi sulle stuoie, mi sono prenotata con grande entusiasmo al Concerto di pianoforte all'alba, eseguito dal compositore Jean Philippe RIOPY.

Con uno zaino sulle spalle, mi sono avviata insieme alla mia amica di avventure nel punto di ritrovo, in una fascia oraria non proprio consona alle mie abitudini; poi, da lì una navetta ci ha accompagnati all'ingresso della riserva, e abbiamo camminato, sotto il cielo stellato, per 3 Km fino ad arrivare al promontorio della Torre. 
Al buio, tutto sembrava più intenso: gli odori della macchia mediterranea, della salsedine trasportata dal vento, l’umidità, il sonno e la fatica. E, mentre inspiravo a pieni polmoni, riflettevo su quanto la condivisione con persone estranee possa essere bella e silenziosa allo stesso tempo e, che, a volte, per vivere un’emozione diversa è necessario essere disposti a cambiare prospettiva, uscire dai propri schemi, seppur comodi e rassicuranti, come dormire nel proprio letto alle 4:00 del mattino.
All'improvviso, nel cielo appare un fascio di luce verde catturando la nostra attenzione: una luminosa meteora preannunciava così una notte piena di stupore!
Passo dopo passo, siamo arrivati alla Torre: il pianoforte, posizionato su un semplice palco di fronte al mare, assumeva un’aspetto solenne e maestoso e noi ci siamo rapidamente distesi intorno ad esso in trepidante attesa che tutto iniziasse.
Lo scenario era suggestivo, magico: il dolce suono del mare calmo, il cielo illuminato dalle stelle, il crepuscolo che lentamente si affacciava all'orizzonte con le sfumature dei suoi colori. Tutto sembrava suggerire di avere pazienza e di godere ancora di quella ebbrezza silenziosa.

Lo spettacolo sta per iniziare: 
“Jean Philippe RIOPY, giovane pianista e compositore francese: spesso le sue composizioni accompagnano celebri film e spot televisivi. RIOPY si avvicina al piano dopo il ritrovamento di uno strumento abbandonato e inizia a suonarlo senza uno spartito a disposizione ma seguendo quello della sua testa.” 

Le prime note rompono il silenzio lentamente e iniziano ad avvolgere e ad accarezzare tutti noi. I pensieri si fermano, siamo sospesi nel “qui ed ora”, le corde del pianoforte vibrano, fino a toccare le nostre, quelle più intime, e risvegliando gli stati d’animo più profondi. 
C’era un silenzio sacro intorno, solo al mare era concesso accompagnare in sottofondo la musica di questo giovane pianista. E più essa aumentava di intensità, più cresceva il desiderio di colmare lo sguardo di quello scenario incantevole e di immortalarlo nei ricordi. Persino le luci degli smartphone pareva fossero tante lucciole danzanti nel buio a ritmo delle note di RIOPY. 
Sembrava di essere sotto l’effetto di un incantesimo, lo stupore e la meraviglia erano visibili sui volti degli spettatori: qualcuno guardava il pianoforte con un’espressione estasiata, qualcun'altro era assorto a osservare le sfumature del cielo e del mare che intanto cambiavano colore e, infine, c’era chi scrutava intorno, forse per comprendere se fosse l’unico a sentirsi inebriato da quella magia. 
Il cielo stellato, lentamente, lasciava posto all'aurora con i suoi colori dorati, l’orizzonte diventava più nitido mentre la Luna e Venere, ancora visibili, rendevano il tutto più misterioso e affascinante. In quel momento, la musica, che fluiva nello spazio, lanciava un messaggio di speranza, raccontava una storia fatta di emozioni e sentimenti in cui ognuno poteva rispecchiarsi ed evocava una meravigliosa sensazione di energia e di "pienezza interna". 

Questo incantesimo, durato poco più di un’ora, è stato un elogio alla vita: la rinascita di un nuovo giorno che lentamente si affaccia e si evolve. Così come il sole sorgeva facendo brillare il mare, la vita prendeva forma illuminando gli sguardi di chi sembrava pensare “Io ci sono”. 
Non è forse questa la grande bellezza della vita? Vivere dall'alba al tramonto attraverso l’amore e la condivisione, saper assaporare la semplicità delle piccole cose, fermarsi a guardare diversamente ciò che abbiamo sempre davanti agli occhi ma che spesso ci sfugge; e poi ancora, saper cogliere ciò che la vita ci offre facendone tesoro, proprio come RIOPY ha fatto con il pianoforte quando lo ha “incontrato”.

Nessun commento:

Posta un commento